Non vivo

Non vivo di doveri
Ma di sbagliate intenzioni
Cedo il passo al tuono che cade
Il treno in stazione non è mai in orario
Eppure corro per non perderlo
Suona il clangore delle gabbie
Sono le mie catene arruginite dal tempo
E sono pesanti, e sono ingombranti
E le mani e la testa sono troppo stanche
Un urlo soffice si infrange
Sulle rocce sotto la mia pelle
Non vivo di doveri, ma i doveri vivono in me
E allora mi rifuggo
Immobile nella mia calma
Trasformo parole in echi
Strade in burroni
Passi in voli
Scarpe in ali
Cuori in navi

V.56