Ode all’Aria

Sei brezza

che attraversa e pervade

me, misero contemplatore

sfiori la pelle come un velluto pregiato

accarezzi e dipigni brividi chiari

allontani polvere, pensieri e risentimenti

che intasano le cave del mio animo.

 

Sibili maligna

una folata incandescente

che gela vita al suo passare

un turbine infervorato e incontrollabile

che non lascia scampo

uccide come pochi

e una sadica risata che a stento trattieni.

 

Pericolosa dicotomia è la tua,

lasciati catturare e rappresentare,

e poi riprendi il tuo ire

Signora del Cielo.