Poesie

A colui che leggeva Nietzsche nei campi

Sostentamento puro
Sei
sopravvivenza d’emozione
Tu
Unico, furtivo, lieve
Hai sfiorato appena la mia anima e l’hai travolta
Investita dai più violenti tornadi
Io
Che continuo imperterrita a sperare
d’incontrarti, almeno per caso
Riversare con uno sguardo
nei tuoi occhi il mio tormento per
La tua mancanza annega
I miei (già) lievi respiri
Tu
Che non torni sui tuoi passi
Mi sei rimasto dentro al cuore

Ogni secondo, t’ho amato
Ad ogni tramonto, ho sperato

Alzassi lo sguardo anche tu.

Ho trovato

Ho trovato
-O forse
non ho mai perso-
Il coraggio di azioni
Spezzate,
Cuori arditi,
Il sonno,
Il sono,
Il suono
Di un’amica
Che canta
Melodie lontane
Silenti.

-Al tramonto-
O forse un’alba –
Di un nuovo
Vecchio
Amico.
Spegneresti l’animo intriso
di questo viscido in viso
dal colorato respiro
d’un fumo narciso?

Sotto una luna nuova,
scrivo vecchie parole,
trovate in un cassetto,
di cui la chiave
ho perso
Ma non importa.

Per Dio, quanto sarà bello
riempire questo acquerello
Di tante nuove, vecchie,
Fesserie
Di blu intenso?

Ardente

E se bruciassi,
D’una fiamma eterna,
Nel cuore della notte,
Nel cuore della foresta.

E se ardessi,
Da quell’emozione alimentata,
In una foresta ignifuga,
In una notte bianca.

Variopinti petali ardenti
D’un emozione spenta
Dai colori accesi.

Verosimile scenario
D’una bruciante notte
Di un agosto ardente.

Anima

Parole.
Parole sottili, rapide,
taglienti, lame.

Fracassante rumore
che batte asincrono
col mio cuore.

Viscido e silente
attentato alla mia
Persona, presente
al pestaggio della propria
Anima.

Colpi bassi,
sulla pancia.
Tagli di carta,
botte sui denti.

Alla fine,
Knock-out,
son le parole
a frantumarmi
l’anima.

solodolore

Del tempo una rosa è
stanca, gobba sulle sue spade
erette si china sempre più
a sgozzare il suo stesso stelo

che rosso brivido di morte

cadono gocce di petali dal cielo
ed io voglio mangiarli tutti
per sporcarmi le labbra e pulirmi la mente

è un bisogno il sapore dei denti dentro me
non rido non piango non provo
solo dolore, freddo sul corpo
freddo nel cuore
solo dolore

Il tosaerba del cuore

Se i tuoi lunghi capelli fossero verdi
mi ci perderei nudo come farei in un bosco
quando guardo in alto e il naso è freddo
con un piccolo sole nello stomaco che mi sale in gola

e mi ricorda di te, di voi, del mondo intero in primavera mentre salto!
e svengo

I tuoi capelli però son neri o marroni -questo non l’ho mai capito-
ed io mi perdo vestito, roteando su me stesso fino a perdere la stella polare
pensando che roteando veloce, veloce, veloceveloce io possa addirittura
RIESCO A VOLARE!

sento dolci mani accarezzarmi le spighe d’orzo scuro che bevo ogni mattino e che mi ritrovo in testa,
mi addormento

Dalla gola il sole se n’è andato, è uscito e neppure mi ha salutato
ed io triste triste sono in questo bosco rasato
mi sveglio

Provo(c)Azione

Questa non è una provocazione, il poeta è una barca che affonda, si stende, respira, ma non si riprende: persino il mare è una prigione immonda, quando non si conosce una via, quando si danno ordini alla poesia. Ma che cosa volete ordinare? Le sinapsi sono pura astrazione, il suono inganna i nervi, i cani che cantano in calore sono più onesti delle nostre parole. Ma che cosa volete provocare? Il cuore è un grumo di vermi, non conosce bellezza, pietà o dolcezza, è il vostro cervello a fottervi, a dettare paure e innamoramenti, a suggerire dove finisce un verso e dove inizia la prossima emozione. E io non sono migliore, sono finzione. E io non ho equilibrio, solo parole e mi stanco e affondo come piombo, niente salvezza o ideali da eroe. Vedete un pò che bella prova d’azione!

Provocazione

Metto
le
parole
in
colonna

Ed è subito poesia.

JOLENE

Avevo letto il tuo nome
Nel titolo di una poesia
Poi l’ho letto davanti alla gente stupita
Ora ti ritrovo nella voce ruvida e dolce di Ray Lamontagne
Jolene fiamma di cocaina nelle mie vene
Ragazza col nome di fiore

Non so ancora cosa significhi l’amore
Mi ritrovo con la faccia in giù in un fosso
Alcol nei capelli, sangue sulle labbra
Nella tasca dei miei jeans una foto di me,
Che stringe una foto di te