Poesie

Can’t Help Falling in Love

Ero decisa
A non dare più via
Il mio cuore
A nessuno
Almeno per un po’
Ora risuona il motivetto nella mia testa
Dolcissimo e costante
Take my hand, take my whole life too

Mezza Faccia

E rimaniamo lì
in quelle foto senza sguardi
ma con i sorrisi
che ci regalavamo

quando

nel’apoteosi del nostro vivere
le nostre menti
lontani
si baciavano.

L.87

Illumina la stanza
della tua testa
con bagliori nuovi,
apri la porta della bocca
e canta cori di festa.
Alla finestra degli occhi
appendi arcobaleni,
esplodi nel buio
parole potenti,
dai fuoco al coraggio,
rischiara il mondo
di sogni impertinenti.
Nel firmamento dei giorni
detona catene,
distruggi prigioni,
le convenzioni bugiarde
del comportarsi per bene,
le buone intenzioni
lasciale ai vecchi
che rovistano il fango,
strisciando come serpenti
in tombe perfette
d’astio e commiserazioni.
Non arrenderti al tempo,
ma capovolgi la clessidra,
imbroglia il calendario.
E quando il giorno si spegne,
brucia il cuore ribelle
in sommosse d’emozioni,
riempiti la vita
di speranze di stelle.
Permettiti sempre
d’essere felice,
divampa di gioia,
sii la fulgida eroina
che il tuo mondo richiede.
E cantando i giorni
non sarai mai sola,
ma avrai compagni
vicino come fratelli
a indicarti la strada,
a consolarti sete d’amore.
Per strade straniere
sarai la cometa
che salva altri
da silenzio e dolore.

Così io continuo a guardarti e mordermi il labbro e a ridere troppo alle tue battute

Come Bradamante rosa pervinca nuda per metà scaglia il suo pugnale
(Non col gesto della perfetta maneggiatrice d’armi che essa era recita la storia – non con la massima fermezza, qualcosa di lui forse la distrae)
E di poco manca la fronte di Rambaldo
Curioso incantato
Dopo un attimo lui ha dimenticato
La vergogna e il gesto furioso:
È già impaziente di ripresentarsi alla sua adorata

Ho perso

Ho perso

Ho perso
Il senno
Il sentire
Il senso
Il senso
Del sentire la poesia
– la scrivo al chiaro
di luna
ogni sera che mi manca
la forza
di tornare
piano, in me

Ho perso
la direzione
la sensazione
la necessaria distrazione
è diventata quest’ultima sigaretta
in preda alla morsa e alla stretta
Del demone silente
che da sempre
mi fa sentì reietta

Che vita
E che mondo
Sarebbe
Senza questo scrivere
Poesia
dio lasciami andare
lasciami tornare a respirare

a non riempire questa pagina
di stanche fesserie

Il sacrificio

Lacrime e cristallo
Un bacio d’addio
Lontano nel tempo
Il pensiero si perde
Polvere sui ricordi
Il suo sguardo ritorna
Mani giunte a chieder perdono
Piango al plenilunio
Attesa infinita
M’abbandono tra il sonno e la nostalgia
Maliconico meriggio che m’accompagna
Al arido tramonto
Offro l’estremo gesto
Per la tua liberazione!

Abbiamo -non ho

Abbiamo tutti qualche cosa di strano
Per la testa
Per le mani
Dietro agli occhi
O sulle spalle
Qualche cosa che sembra gravosa
Costosa
Senza fine
Ineffabile

‘Se ti concentri solo sul problema
Non scorgerai mai la soluzione’

Abbiamo tutti paure a migliaia
Progetti a migliaia
Impossibilità e contingenze a migliaia
Narcolettiche giornate
Granitiche nottate
Episodiche -finte- risate
Genuflesse e pur prostrate reverenze da estirpare

‘ Ordo renascendi est crescere posse malis’

Abbiamo tutti
Una speranza vaga e errata
Uno spiraglio silenzioso
Un respiro di sollievo
di cui godere nel contratto a tempo perso
– – –
Col tempo incline
a passar veloce
Induciamo Amore
ad aspettar che il sole si palesi

E sprechiamo notti amene
di cieli immensi-
-e lune piene

Se indefinibile è la curva
della distanza che ci unisce
io non rifletterò mai il mio volto nel tuo corpo.
La pelle mia è invisibile,
inafferrabile al tatto,
occlusa ad ogni ritratto.

Senza delle labbra fini
come le tue,
come potrei io smettere
di morire,
di risorgere ogni giorno
rispecchiandomi nel tuo volto,
o in tutte le vetrine
allestite nelle desolate lande
dei miei pochi anni.

Sono troppo inconsistente
per produrre un pensiero costante, un prodotto
coerente con le emozioni che indosso.

Non c’è più, mai c’è stato
un senso, un tempo motivato
da desideri pieni
dorati.
Tutto è monocromatico, bifasico, emispaziato.
Tutto è niente ma
il tuo niente
è già tanto.

RICORDI

Ricordo quei giorni
Suoni e odori
Lontano dal frastuono
Di una città in guerra
Tutto sembrava finito
Quando per me tutto stava per iniziare
Non mi rendevo conto
Che forse io ero la fine…

Voglio solo sporcarmi i piedi
mentre torno nel bosco a ballare
Per volare volare volare
su su fin dentro il tramonto di ogni dove
Dove non conta il nome
Dove non conta il nome