Poesie



Et quod vides perisse perditum ducas

Se ancora mi accïeca il tuo riflesso
Non è per te sola o per quel che hai fatto,
È il livore che in realtà ho per me stesso:
Non vi fu tra noi alcun vero patto.
Io ti odio, ma davvero non hai colpa,
Valevi già allora non più di un atto

Tu, sola figlia di docenti agiati,
Io ultima prole di due poveracci.
Ma non è questo che ci ha separati,
Tu con abiti firmati, io con stracci:
La tua gonna non fu mai classista,
E le tue vesti eran di presti slacci.

Tu prima bimba acerba ed insicura,
Poi acre donnetta, parva e altezzosa;
Io non più io, perduto, senza una cura:
Forse fui io a sbagliare, questa cosa
Va detta, nel darti tanto potere:
Ma ora sto bene, e qui il verso si posa

La piazza delle statue

Come statue giacete Voi ignari
Quando Nell’ora Piú viva
La piazza si spegne
Assumendo sfumature
d’Argenteo silenzio

E tu Ignaro Protagonista
del Palcoscenico pietrificato
Ti Allontani
Lasciando sospeso
nell’eterno Attimo
l’azzurro intenso
che si fonde con il cielo

Sogno il tuo volto
sotto al Freddo Bagliore Lunare
i ricci d’argento
mercurio Liquido fra le mie dita
lo Sguardo di ghiaccio
che rivendica il Nome di Nettuno

le statue nella piazza prendono vita
quando Te ne vai
io sola torno
di pietra.

RT < 1

Lo schermo del telefono illumina fiocamente il mio petto nudo. Ripenso alle tue dita che mi stringevano la carne lasciando lividi vistosi che esibivo con malcelato orgoglio; con ancor meno malcelata passione te li facevo ricalcare – io così felice, tu così vorace. Faccio quella-cosa-che-mi-dico-di-non-fare-e-che-in-genere-sono-brava-a-non-fare (spoiler: non oggi): rileggo cosa mi scrivevi esattamente un anno fa. “se torni, io ti prendo”; “vieni quando vuoi, basta che resti”. Seguono disquisizioni meno nobili e più pratiche su DPCM e passaggio tra regioni. Tutta Italia ora è in zona gialla ma anche se fossi nel palazzo di fronte saresti distante anni luce, così tanto da respirare un’altra atmosfera – sempre che fosse respirabile. Mi fa sorridere sentir parlare di Rt perché nella mia ricerca è il tempo di residenza, e mi chiedo: che significa per me tempo di residenza minore di uno? Forse che siamo state l’una nella vita dell’altra per meno di una misura temporale equivalente a uno, non è un mese, non è un anno, nel mio caso – e lo sappiamo, non mentiamo – significa una vita, una vita i n t e r a. Resta il fatto che una vita è passata, e le tue dita non mi stringeranno più.

Sbuffo,
mi sfrego gl’occhi,
getto via il foglio,
che faccio? Mi odio,
mi masturbo,
apro un porno.