Poesie



Rosaria

Le tante strade
che segnano il tuo volto,
nonna,
percorrono un’epoca
dura e lontana
fatta di guerra e povertà,
di sacrifici
non sempre ricompensati.
Sotto le palpebre pesanti
i tuoi occhi, muti
sussurrano i timori dell’età.
Umiltà e testardaggine
sono la tua forza
e ora che il tuo corpo
si è fatto più piccolo
e sofferente
sembri tornare ragazzina,
fragile e orgogliosa.
Le tue mani
lisce, consumate
mi accarezzano compulsivamente
mentre mi tieni stretta
al tuo petto
qui sedute sul divano
e io torno bambina.

Durante il tempo della tua assenza
raccolgo i pensieri che volgi a me
distratta, che perdi e non sai
E’ il mio bacio al mattino quel brivido
che li porta via.
Sei tu l’angelo indagatore?
O è uno sguardo più inquieto,una mente più sottile?

Proiezione delle esperienze i desideri
svelano una realtà più profonda
celata, remota, come i segreti del mare.
L’oscurità è il laboratorio della mia ambigua alchimia.

Vengo da te ogni notte nel sonno
a rapirne la solitudine a farne due da una
identiche, sconosciute.

Ma ti possiedo quando io occhio tu cerva faccio del sogno un’alcova?
E’ il tuo corpo quieto a possedere la mia anima acerba.
Ed io che possiedo?
Io possiedo il segreto nascosto tra le pieghe dell’alba
il bacio che muta il lampo in torpore, che lascia sparendo
solo un vago ricordo e di me solo un’ombra, un rumore
o il timido odore dei ciliegi al mattino.