Per quelle parole…

Per quelle parole dette senza troppa convinzione,

Quelle stanche, svogliate che prima pronunciavi

Con sternore nel petto, che per il tanto desio

Bruciavano dentro fin quando morivano in te.

 

Ansimanti respiri rimbombavano tra gli abeti

e i sporchi muri bianchi e i ceri spenti

e quel povero uomo in alto alla Destra

mi flagellava con il suo triste silenzio.

 

Con quella camicia dal colletto logoro, spesso

abbinata al pantalone mai della misura corretta:

Ti dirigevi ogni sesto vespro al giallo muro.

 

Niente salmi, no segni sul petto, niente piĆ¹.

Con eterna gratitudine sei consacrato ai lontani

attimi, credendo soltanto nel te adesso divenuto.