Poesia d’inverno

1,2,3… conta fino a dieci, poi vieni a cercarmi!
Gioca a nascondino con le mie paure.
Prigioniera in una foresta di parole non dette,
sperduta, tremo, urlando pensieri contro muri di gomma.

Sfiorami in questa notte piena di lividi.
Parlami ora che il silenzio si fa denso e avvolgimi nei tuoi sospiri.
Ti prego non lasciare che io precipiti nella mia stessa confusione,
funambola sull’orlo della follia.

Vorrei spiegarti la tempesta che imperversa nel mio tempo.
E invece resto muta, fredda, impassibile,
Mentre le mie membra lottano una guerra impari con il passato,
con l’esigenza di controllare l’irrazionale,
evitando di appesantire la tua mente con i miei fatui bisogni.

Tutto comincia a girare, le gambe si piegano, le corde vocali si spezzano e le speranze si annientano.
Temo tu sia solo un’ombra, un fantasma che si dissolverà con le prime luci dell’anno che verrà.
Ti stancherai di un corpo imperfetto e di un’anima taciturna.

Trovami in questo inverno: tu che sei la mia debolezza ma che rappresenti ogni dettaglio della mia felicità!