Primavera

Da ragazzo correvo

tra le mie fantasie,

nel mio via vai passavo

tra incanti e frenesie.

Nella mia mente germogliava

un’impazzita primavera,

boccioli di sogni urlavano

per nascere prima di sera

Quant’eran preoccupati

i miei educatori

nel vedere che i miei prati

non si trovan là fuori

E questi professori

che cercan di curarmi 

falciano i miei fiori

alla normalità voglion portarmi

Ed ora anche d’adulto

in questo manicomio

mi chiamano ancor “matto”

mentre scalo il mio calvario

Ma non cedo alla realtà

voglio ancora fiorire

questo “esatto” più non mi avra

e nessuno starò più a sentire.