Provo(c)Azione

Questa non è una provocazione, il poeta è una barca che affonda, si stende, respira, ma non si riprende: persino il mare è una prigione immonda, quando non si conosce una via, quando si danno ordini alla poesia. Ma che cosa volete ordinare? Le sinapsi sono pura astrazione, il suono inganna i nervi, i cani che cantano in calore sono più onesti delle nostre parole. Ma che cosa volete provocare? Il cuore è un grumo di vermi, non conosce bellezza, pietà o dolcezza, è il vostro cervello a fottervi, a dettare paure e innamoramenti, a suggerire dove finisce un verso e dove inizia la prossima emozione. E io non sono migliore, sono finzione. E io non ho equilibrio, solo parole e mi stanco e affondo come piombo, niente salvezza o ideali da eroe. Vedete un pò che bella prova d’azione!