Psiconautilus

[039.240]

Il nautilus ha la forma della spirale,
un cerchio che si chiude sempre uguale,
che scende, si attorciglia e poi risale,
abbracciando pezzi d’infinito dentro sè.
Non importa dove si parta o dove si vada:
nel nautilus sei sempre al centro perfetto
del tuo ego, sempre perso su quella strada
che qualcuno chiama spesso “l’anima”.
Tutto è un poco vero e un poco falso,
il dove cado è anche dove mi rialzo,
la prospettiva inganna l’orientamento,
il sopra è anche il sotto se lo osservo,
capovolto, all’altro lato dell’eternità.
Ciò che hai voluto, ciò che hai subito,
gli amici persi e quelli che hai tradito:
basta guardare il tuo specchio di traverso
per capire che sei la tua stessa vittima,
basta avere il coraggio di svelare
cosa nasconde la maschera del viso
per cadere nell’abisso di altre identità.
Il nautilus è un’allucinazione, un’ideale:
un altro modo di raccontare l’essenziale,
l’umana illusione di ottenere l’immortalità.