Psiconautilus

[039.361]

Nell’involucro sfatto del letto
resto steso, freddo nel petto,
appeso a quell’ultimo brandello
di sogno felice, dolce-stanco,
che mi avvolgeva un momento fa.
Sono sveglio ma mi trattengo,
indugio sull’abisso del passato,
quelle scene che ho sognato
dove eravamo giovani debosciati,
due cani randagi e scalcagnati
in cerca di roba e opportunità.
Dove conduceva quella sporca strada
lo sapevamo, ma non ci importava,
ciò che volevamo era il “tutto adesso”,
zero pazienza, nessun compromesso,
“mani in alto questa è la maturità!”.
Ti cerco ancora, sempre più spesso,
ora nella notte sepolto, ora da sveglio,
nel susseguirsi di giorni uguali,
così banali-ordinati, così lontani
da quelli che vivevamo nell’eccesso.
Ma non conta cosa si diviene col tempo:
quando chiudo gli occhi eccoci là,
eternamente rabbiosi, fatti di fumo
e di sogni infantili lasciati a metà.