Psiconautilus

[012.279]

Sotto ombre di platani, lacrime di foglie,
passeggiare come distratti, sguardi tesi,
raggi di sole negli occhi, tènere le voglie,
mi guardi e non parli.
Sfidare l’imbarazzo con discorsi di cicale,
tentare sorrisi, raccontare storie inventate,
fermi il mio cuore quando ti fermi sul viale,
mi parli senza guardare.
Come dolce è questa stagione a maturare,
come sciogli petali secchi dai capelli,
ciocche di miele, dita sottili come spine,
le tue labbra, i fiori più belli.
Come amaro è il sapore della tua voce,
mentre ti ascolto strappare via parole,
frasi semplici, l’uso crudo d’un pronome,
desiderio d’avere il coraggio di altrove,
il mio silenzio, una tomba senza nome.
Hai inciso i nostri nomi senza coltelli,
il mio petto un tronco morto, un cuore,
una freccia e una brutta data da scordare.
Hai inciso un punto nella coscienza,
strade che si biforcano, carezze amare,
la certezza d’essere una persona diversa
da quello che s’aspettava il mondo,
una voglia mai sazia di tornare ad amare.