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Roma – 18/12/1998

Wagner mi sta facendo sognare.

Vedo i miei dipinti,
quel colore
che non è ancora sul pennello
ma solo nel mio cuore.

Vedo i miei libri
milioni e più di poesie
sempre cariche di quest’anima tutta.

Sento l’acqua che ti bagna
– queste note mi fanno piangere –
e con gli occhi
corro
su ogni cosa di questa stanza
di questa casa
sulle persone che ti stanno intorno.

Sono arrivato con la calda luce del pomeriggio
ma adesso vado
perché domani non ce la farò.

Che siano le stelle,
tutte invidiose
e la luna
a farmi compagnia
e non più il tuo viso,
triste,
come quel binario
domani.

Ritorno nel mio guscio
nel mio (s)confinato universo
che mai
esplorerai del tutto.

E adesso non stupirti
se dalla tua bocca
esce “””Ti amo, piccolo uomo…”””
Queste spalle che vedi
hanno orecchie sensibili
e le lacrime,
quelle che nascondo,
anche loro ti amano.