Sano masochismo

Dalla gioia della vita
il dolore è la mia sveglia
che sebbene non gradita
dal torpore mi ripiglia.

Sogno felice ed errante,
anestetico appagante,
mi trascina e mi culla,
le correnti, una betulla.

Ma dalle ferite che più non sento
un fiume di sangue copioso sgorga,
le lenzuola umide impregna
e dal sogno mi disambiento.

Così sospettoso mi pizzicotto:
apro il flusso della mente
pensieri si affollano velocemente
ed il dolore sento di botto.

Il sogno svanisce in un momento,
e senza il sopore che mi opprime
trovo conforto in queste mie rime,
suture invisibili dell’anima sollievo.
Recidivo infine mi riaddormento.