Società libera d’umanità

E quando morirà anche l’ultimo dei pensieri miei
staccati come capelli, sarà
calvizie dell’anima.

 

Mi troverete impiccato
pendolo sul Tevere, ad un cappio legato.
Con la cenere nella tasca
e l’ultimo verso di questa o quella poesia
tra le labbra

 

“Morto, non per sofferenza ma per la vostra presenza”

 

Aspetterò qualcuno tagliare la corda,
mentre riderà pensando d’aver liberato la società
dall’ultimo pesce malato d’umanità.
Farò di quelle acque di miasma
la mia bara di freschezza.

 

Verrà la morte e avrà i miei pensieri
per farli lievitare in profondità di questa pagina
e sarà finalmente l’eternità.

S.130