Sospiri

Fa sempre strano ritornare a sera.
Una sigaretta si accende da sola,
scintilla nell’ultimo lampo di rosa.

L’autunno reagisce ai suoi tristi colori
e un poco assomiglia all’estate
fra dolci ricordi e molti sapori.

Eppure mi ritrovo grigio crogiolo
di speranze appassite
da un autunno più interno, senza tempo.
Cicatrice di passioni: vecchi rumori.

Sbiadisco nel freddo ventre di madre natura
come un mazzo di fiori fuori stagione,
che aspetta di essere buttato
per far spazio a nuovi colori.

Se solo potessi partire, andrei lontano
ma da me. Onde capire se
il cambiare aria sia solo un pretesto
per almeno provare a cambiare se stesso.

Un altro giorno se ne va: un altro fantasma
da sopportare. La sigaretta ha già sorpassato metà
e non ha più niente da soffocare.
Fra le tante, restano solo un paio di certezze:

Mi sono accorto di aver fumato
soltato all’ultimo tiro.

Mi accorgerò di aver vissuto
soltanto all’ultimo respiro.