Turno L

Svettando da questa insolita banchina
le spire e il lume del monte che penso
– dicono – serva all’orientamento
di vaghi voli
intercontinentali / locali / di quartiere

 

Dentro; il silenzio si nasconde appena
ed è curioso
ché di voci ne vedo in quantità
di mete, fermate
aperture prossime

 

Sono già le 2:27 l’Elba parte a breve
e breve passo ugualmente mi
separa pensate
dalle profonde montagne
alle cieche pianure
doni e carteggi e passi meno brevi

 

“L’era meglio morì da cuccioli
porta’i via ‘ome i ranuncoli”
Ugo beccheggia
Selene s’accorge e ammara
su questi quieti via vai
e il lume ecco si spenge