Una poesia di tante cose

Tante cose vengono comprese,

altre un po’ meno

però

c’era una volta,

qualcosa che non aveva un nome

e non l’aveva mai avuto. Eppure esisteva.

 

C’era una volta,

una luce

che non si poteva guardare, non con gli occhi del volto:

Non avresti visto nulla.

Conforto.

 

C’era una volta,

un cuore di fanciulla

che ebbe il coraggio di guardare la luce.

Ecco, ecco! Aprì il suo petto, giusto un po’,

così che il cuore fosse nudo. E crudo.

Che paura, che vento gelido.

Da quel momento, quella fanciulla non disse più nulla,

nessuno seppe più alcunchè di lei.

 

C’era una volta,

un cuore che batteva

in un luogo che non esisteva.

Tum, tum.

Fine della storia.