Valpurga

Assetati e stanchi,

compressi da invisibili mani,

eppur vuotati dal tempo de’ tiranni.

Alle lingue gonfiate in gola

lanciati a por quiete, si sta,

vibrando d’ogni poro vibrisse alla luna.

 

Il corpo si fa aere,

sospiro indugia a librar l’animo;

un mescersi di carne

col turbinar del vuoto in uno spasimo.

Tal rapir d’estasi e follia

strappa al sensibil mondo, dilata l’attimo.

 

A chi nulla difende

abbandonar logica

di propria vita al tremor giova,

con piĆ¹ grande diletto

al modo di Valpurga

per Atropo pie lame trova.

S.72