Vetro infranto

Trattienilo il fiato
ancora un secondo

I polmoni si attaccano alle costole
sembra le vogliano rompere
lo stomaco sigillato
non ci entrerebbe una goccia
muscoli tesi
come i fili della luce
pieni di correnti
basta sforarli
caos di scintille
e salta tutto

Ma basta che trattieni il fiato
un secondo
Ma quanto durano i secondi?

Energia distruttiva latente
sotto uno strato di pelle morbida
da cui non traspare niente
la curva della guancia
che si intreccia col sorriso
culla gli occhi attenti
apparentemente tranquilli
tutto deve restare
apparentemente tranquillo

Cade un bicchiere dal tavolo
silenzio che urla a squarciagola
poi
fragore di vetro infranto
libertà frustrante