Via Galliera 34

C’è da sbattere i portoni
dagli androni impolverati
per squassare del silenzio
un vetusto imputridire:
«Non c’è tempo! Non c’è tempo»
voglio urlare per coprire il
crepitìo di passi svelti
fermi e stanchi dei passanti.
C’è da buttarsi nei vichi
per toccare i sanpietrini
come tasti al pianoforte,
suonar coi diti le corde
delle grate, dei tombini,
come bambini curiosi:
inconsapevoli e vivi.

A.191