Vorrei tornare

Vorrei tornare a quando ero bambina,

prendermi per mano

e dirmi che tutto andrà bene.

Vorrei potermi abbracciare e sorridermi

nel passato,

nel presente che passato sarà presto.

Vorrei dirmi che me la caverò con poco,

vorrei dirmi che vivrò di passioni,

di attimi che rinverdiscono il dererto dell’animo,

ma subito si dimenticano.

Vorrei sedermi accanto e stringermi,

piangermi addosso per quello che non so,

che ancora non so.

 

Dovrei dirmi di vivere il più intensamente possibile,

che la fantasia farà presto a scappare,

che la spontaneità farà presto a finire.

Dorrei dirmi di non pensare tanto,

di non aspirare alla crudele perfezione

che mi attrae e mi uccide.

 

Non mi dirò che m’abboffo di tristezza

per esser felice,

che mi cullo nell’illusione per esser me stessa.

Non mi dirò che non avrò mai un posto nel mondo,

che non mi riconoscerò mai in niente,

ma che sarà il niente a riconoscersi in me.

Non mi dirò che ogni stanchezza,

ogni vecchiaia,

ogni criterio instabile,

rendono la vita difficile,

insopportabile.

Non mi dirò che a poco a poco

tutte le cose perderanno il loro profumo

e il loro colore,

la bellezza della semplicità.

Non mi dirò che l’inutilità

si trasferirà nel mio letto,

che c’odieremo segretamente sotto le coperte,

ad ogni fine giornata.

Non mi dirò che ucciderò la bellezza,

più volte,

quella esteriore per prima,

poi quella interiore,

lentamente.

Non mi dirò che avrò paura della solitudine

che la morte sta sempre davanti

mentre la vita le corre dietro.

Non mi dirò che perderò il senso di ogni cosa,

che la pesantezza si trasformerà in malinconia,

che un’infinita attesa diventerà la pace.