ZERO

Sarà per questa strana pelle che indosso

non posso permettermi meno di ciò che pretendo.

Se valico il limite di quel che posso,

non cerco di essere al di là di quel che stento.

La mano scatta, agisce ed il volto si esalta,

il sorriso grugnisce, la mente si spacca e rigiro la barca.

L’onda si scaglia, i pesci mi osservano, tutto è una farsa.

Tra la cresta e l’abisso c’è uno zero che non mi appartiene. 

Mi spoglio della pelle, l’occhio vi segue e scivolo giù.

La mia nudità non vi entra, siete grassi o troppo magri.

La vostra onestà non mi racconta quel che vorrei.

Io Giuda fra voi filistei,

Voi Cristo fra i figli degli Dei.

Rigiro la barca e punto la cima,

Lì mi sento da solo.

Ma la terra è promessa e solo la vedo

tra le urla che abbraccio e i sorrisi che nego.

D.129