Violata

All’inizio soltanto frastuono.

Chiudo gli occhi,

lentamente mi abbandono.

Poi un respiro affannato,

giochi di sguardi,

il corpo sudato.

Quindi il timore diviene concreto:

dimentico il resto,

il volto inquieto.

Prima un tocco incerto.

Vien meno la vista,

attorno il deserto.

Presto si fa pesante,

annulla lo spazio

nel suo imporsi incessante.

Oppressa da un corpo rapace,

mi si spezza la gola

in due occhi di brace.

Privata della parola

-la paura cade dagli occhi-

sono rimasta sola.

Infine il silenzio.

A.128