Luce di Marzo

Chi è questo sconosciuto
che sento arrivare dal passato?
Perché non riconosco
il fantasma del mio dolore assopito?
Nella luce di questi nuovi giorni
si confonde la sua ombra
e ad egli sono straniero.

Non cessa d’esistere
quel verme, nella mia testa,
che ha forgiato ciò che sono,
che mi vincola a un passato
di inverni senza lumi
e di visioni senza colori.

Perché fremo
trovando un sorriso nello specchio?
Che forse abbia dimenticato
com’è il mondo d’estate?
Che mi senta in debito
verso lo spettro del mio inverno?

I miei occhi, ormai
affini all’oscurità,
sono ciechi e soffrono
questa luce primaverile.
Spaesato, cerco di ricordare
come si vive senza patire.