Libro degli ospiti

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5167 messaggi.
Vento pubblicato il Febbraio 21, 2014 alle 4:25 pm:
Si ha bisogno
di stelle tra i capelli
per illuminare
i pensieri.

Volevo condividere questo pensiero, con chi ha fatto ubriacare milano di poesia. Costringendo le anime metropolitane abituate a non pensare, a vivere riflessioni che ci accomunano tutti.
il perfetto sconosciuto pubblicato il Febbraio 19, 2014 alle 11:40 pm:
VOCI DAI BASSIFONDI

X

Infine, giunge l’ora dei grandi cortei di nazioni, dei globalismi. Non vi è altro che rimanga in me che un sudicio e fetido umore lacerato dalle risate e dai gesti più infimi e quotidiani; e mi porto dietro un disprezzo che certo non rassicura nemmeno me stesso. Oh solitudine, un requiem sotto vesti più pure: silenzio; e il vuoto. Nessun colore a confondermi, ubriacato dalla vivacità di pigmenti e artifizi sintetici. Un quadro, con dentro una casa ospita due anziani; l’opera che volta la schiena li raffigura morti! Abbiate pietà, un solo istante! No vi è Dio in grado di salvarci, cercate di capire! L’uomo meschino, tradito dal tempo: chi lo fa aspettare, chi lo vuole imbrogliare se si elimina oggi con mani fraterne! Assassino, il suo umore lo invoca, io l’ascolto, non verso lacrime. Ascolto il dolore della sua morte, e infine mi circondo di solitudine. Quante farse in paese, si udiranno riguardo il suicidio! Meglio scappare, prima d’esser incolpati e giudicati su quel palo dove c’è scritto col sangue Giustizia! Piuttosto in carcere, per Dio. Ma badate: non fate di un’ imprecazione una Guerra, perché il vostro Dio non vi fermò; non ritirò quel giorno il coltello, non ritirò le forche né ritirò il fucile, la bomba e la mitraglia. Egli non vi fermerà; egli non si vergognerà delle vostre scempiaggini, non ne vorrà sapere e una volta morti venderà la vostra anima al mercato della menzogna. Non un’anima delle vostre fra la beatitudine poiché già sporche di sangue altrui sono macchiate le vostre vesti.

Ed ora, solo ora, ve ne restate attoniti difronte al peccato. Il vento gelato a soffocare i vostri imbrogli; e uno stupido slancio ironico, a restituirvi un po’ di ingenua allegria.
Nalis pubblicato il Febbraio 9, 2014 alle 4:58 pm:
SEMPITERNO

E forse proprio la divina stirpe
invidia noi mortali e la nostra sorte,
siamo tutti condannati a morte
e colpevoli di un animo che è puro, folle e turpe.

Il tempo, prigioniero dell’uomo suo schiavo, ognor l’inganna
e rifugge il mortal l’oblio dell’eterna notte
e l’eterna vita cerca in ogni sortilegio
ignaro che ciò che chiede come privilegio
si rivelerebbe alfin la sua condanna.
F.01 pubblicato il Gennaio 31, 2014 alle 4:30 pm:
Si potrebbe anche pensare di leggere l'Arte attraverso l'etica piuttosto che il mercato.
Daniele pubblicato il Gennaio 25, 2014 alle 5:04 pm:
Bravissimi, complimenti davvero.
Continuate a scrivere. Sui muri.
Cinzia pubblicato il Gennaio 16, 2014 alle 9:58 am:
Non potevate fare un regalo più bello di questo ad un'amante della poesia come me.
Complimenti e grazie mi avete fatto veramente felice.
W la poesia W l'arte in tutte le sue espressioni.
Serena pubblicato il Gennaio 16, 2014 alle 9:44 am:
Finalmente un movimento che la pensa come me...Complimenti per tutta l'organizzazione!
Alla mia "epoca" giravamo con pennarelli indelebili per scrivere le nostre poesie in giro per il mondo! BRAVI!!!
Massimo pubblicato il Gennaio 12, 2014 alle 11:16 am:
Sono in perfetta sintonia con voi...
Alessandro pubblicato il Dicembre 26, 2013 alle 12:22 am:
Piccola Dama

Una piccola dama (dono degli angeli il viso)
Dagli occhi grandi, neri e vividi,
Sempre s’inginocchiava
Sotto un grande tavolo
D’ebano scuro.

Nessuno mai vide come
Ella ascoltava i segreti più strani,
Le confessioni troppo sincere
Della signorile dimora.

Passò però presto il tempo dei giochi,
Di burle innocenti
Che nella memoria occupa
Uno sterminato spazio,
Un tempo che non finisce
Col solo pensare.

Ma l’età nonostante
Lei continuò, nel sonno
Come nella veglia,
Ad accendere il sorriso benevolo,
A farlo sgorgare
Dal fondo degli occhi.

Anch’ella teneva un segreto,
E lo serbava per sé nel profondo:

Non volle mai dimenticare
E amar sempre.
Alessandro pubblicato il Dicembre 25, 2013 alle 11:50 pm:
La vicinanza del Cielo


M’attardo, nell’attenta veglia
Che non esilia i sogni sereni.

Nubi che danzano nel basso cielo
Sono figure d’un sogno.
E vagano, quiete e sospinte:
Separandosi al soffio di vento,
Disperdendosi
O tornando ad amarsi.

Per te azzurro fanciullo
Che corri a quell’orizzonte,
Il muso tuo sporco di terra,
Come da uno scolo versata
Cadrà la pioggia
Dalle mani d’un discreto angelo:
Redimerà il capo, tanto audace,
Strofinandoti con le sue mani
Grandi ora di sinistri segni.

Ecco che una porta s’intravede
Risalendo il corso del fiume
E dietro aprirsi un nuovo cielo.

Nient’altro che stelle lontane
E la notte
Che per l’intero Universo
Ruotano, in errare eterno.

Proprio tu, lei alzatasi già
Col suo soffuso manto
A rischiarare l’oceano celeste,
Porgerai turbato un fiore ai venti
D’un tratto così inquieti:
Per la bellezza dei limpidi lumi,
Una rosa dal petto
Offrirai ai tuoi luminari.